No

La sola idea di saperti con loro mi uccide.

La mia fiducia si sbriciola in mille pezzi.

Pregherò non so quale dio per chiedergli che tu rimanga solo mio.

Pregherò non so quale dio per chiedergli che tu pensi a me in quei giorni.

Come una pugnalata al cuore sento già il dolore del tradimento.

Come una pugnalata al cuore mi rendo conto che forse è amore.

Mi chiedevo solo se all’amore si può dire di no.

“ah beh, dal tuo sbadiglio vedo che quello che ti sto dicendo risveglia il tuo interesse!!!”

-dimenticarsi che la gente su skipe ti vede!!!-

perché no?

Tensione

Di sabbia le labbra del silenzioso

aggiungono orrore alla tua paura.

Come chiedere risposte a chi solo domande possiede,

e su di te,

una spada cade

e trafigge l’umore stanco

dell’ anima.

La povertà dei suoi occhi

ti ricorda la ricchezza del tuo affetto,

Per quale male morire adesso?

Il piacere

Come un gatto inarchi la schiena

sentendo sospiri che scorrono

impazienti

su di te.

Come artigli,

le tue mani,

stringono l’odore della sua pelle.

Ti risvegli,

dopo un volo incerto,

con gli occhi

su di un baratro

incostante.

E come in un tempio

rimbomba

il tuo silenzio d’amore.

Fanciulla

nascosta sotto un lenzuolo

di vita.

Insonnia

un’isola nel cielo mi ricorda di ritrovare il sole.

Della mortalità le foglie molto sanno,

ma nessuno sa della rinascita.

Ed è forse giusto

giustificare l’anima di un cammino

che ormai vaneggia nei suoi racconti.

Che ne è della luna e dei suoi grandi prati

che specchiano l’infelicità delle stelle?

Vorrei poter cullarmi

negli occhi di un leone

e riscoprirmi

felicemente

pecora.

Oh stand by me, stand by me, stand by me

When the night has come
And the land is dark
And the moon is the only light we’ll see
No I won’t be afraid, no I won’t be afraid
Just as long as you stand, stand by me

And darlin’, darlin’, stand by me, oh now now stand by me
Stand by me, stand by me

If the sky that we look upon
Should tumble and fall
And the mountains should crumble to the sea
I won’t cry, I won’t cry, no I won’t shed a tear
Just as long as you stand, stand by me

And darlin’, darlin’, stand by me, oh stand by me
Stand by me, stand by me, stand by me, yeah


Whenever you’re in trouble won’t you stand by me, oh now now stand by me
Oh stand by me, stand by me, stand by me

Darlin’, darlin’, stand by me-e, stand by me
Oh stand by me, stand by me, stand by me

ricordi per autocompiacimenti di grandezza

ricordi che pensavo di aver cancellato mi ritornano in mente come un treno che passa veloce in stazione e che ti sposta i capelli. come un tormento incessante, il vento fischia nelle orecchie e ti ricorda quegli sbagli già fatti. ripetere di nuovo un percorso difficile. la voglia di lasciare tutto a se fa male al cuore. ritorni ad un passato torbido e incandescente. dove tutto ha un prezzo, tutto ha un peso enorme. ora? ora conti razionalmente ogni cosa, decidi ogni gesto in anticipo. dove è finito il disagio di quell’età, dove tutto era irrazionale, mentale, dove tutto era fisico e vaporoso, polveroso. adesso andiamo avanti sorridendo depressi ad una vita ragionata. sorridiamo depressi ad un futuro che resta fondamentalmente già tracciato e già scelto. torno ancora più indietro. all’età dell’incoscienza. dove tutto avviene tenendo per mano chi ti ha messo al mondo. dove le cose più piccole sembrano cose enormi e giganti. però, non ci siamo mai arresi in quell’età. non le lasciavamo perdere le cose più grandi di noi; cercavamo un modo per arrivarci: una scala, un missile, farsi prendere in braccio da altri giganti. poi l’età dell’oblio. quell’età dove tutto è esterno, dove ogni esperienza è destinata ad essere dimenticata, ma assorbita dalla nostra mente come quotidiano stare. e adesso mi guardo a questo specchio e vedo questa corta vita così lunga e così tortuosa. sono così pochi eppure così colmi. è una fortuna? probabile. ripenso ai desideri di prima e a quelli di adesso. ripenso alle tappe del crescere. la prima: essere grandi. ma non grandi nel senso di adulti o di grandi nel senso di importanti. a cinque anni essere grande significava poter arrivare al tavolo e vedere cosa vi era posato sopra. la seconda: essere grandi. non grandi personaggi o grandi pensatori, non grandi in altezza, non essere adulti. essere grandi abbastanza da poter fare un giro soli con le biciclette, grandi abbastanza da poter scegliere i vestiti e le scarpe, grande abbastanza per quel bel vestito bianco. la terza: essere grande. la maturità. aspetti quei 18 anni come una cosa irragiungibile, una volta raggiunti puoi anche smettere di vivere. adesso? adesso è essere grandi. essere un personaggio importante, di spessore, essere un grande. nei miei ricordi ritrovo quindi la mania di grandezza. in tutti i sensi. trovo la voglia e il bisogno di raggiungere traguardi imposti da nessuno. forse pensieri sconnessi? forse in effetti la nostra ricerca è di più? forse da quando nasciamo a quando moriamo sussiste realmente un motivo? potrebbe essere questo motivo l’autocompiacimento? del resto non facciamo determinate cose per autocompiacerci?

ma quindi quando sarò vecchia e morta… quanto mi autocompiacerò?

Addio

E ripensi a quello che ti trattiene, a quello che ti spaventa, a quello che ti attrae. Ogni cosa al suo posto. Ogni cosa ritrova il suo pezzo mancante. E se lo avessi fatto prima? Se avessi cercato la felicità prima? Se non fosse stato per noi, amore mio, sarei partita prima, mi sarei allontanata dal mondo, sarei rimasta sola nel mondo di Hensel e Gretel. Troverò una via diversa, spiagge di neve e odori di mare. Ricorderò ogni istante le tue mani, il tuo odore, le tue carezze, i tuoi baci e i tuoi sguardi. Troverò un traguardo nella vita e tornerò, tornerò per te, per dirti quello che provo, che ho provato. Taglierò rose dal giardino del piacere per te. E mi si arrossisce il cuore a pensarti stanco, sdraiato nel ricordo di un abbraccio gelido. 

Lana Del Rey - Born To Die (di LanaDelReyVEVO)